
Autore dei pezzi d'arte in esposizione è Vincenzo Giaculli, vigile del fuoco materano che nel tempo libero ama intagliare nel legno, timbri del pane, ispirandosi agli antichi manufatti che venivano usati per marchiare le forme di pane da cuocere nei forni pubblici.
Il marchio del pane è un utensile legato alla cultura e al mondo dei pastori, sia perché da questi prodotto, sia perché la sua funzione e destinazione è quella di imprimere un segno distintivo e di proprietà nella pasta del pane pronta per la cottura; azione che in certi aspetti ripete, arricchendosi tuttavia di altri significati simbolici e rituali, la simile operazione necessaria per distinguere i capi di bestiame.
Il marchio del pane è un oggetto in legno scolpito e decorato in modo vario.
E' costituito da un unico blocco, tra i 10 e i 20 cm., raramente 25 e 30cm..
Nella sua struttura tipica verticale è articolato in due sezioni: una inferiore, nella cui base è inciso, a forte rilievo, un segno distintivo convenzionale, oppure le iniziali del cognome e nome del capofamiglia o dell'uomo più anziano del nucleo familiare; una superiore in cui è ricavata una figura simbolica decorativa, antropomorfa, zoomorfa o composta da articolazioni di elementi o oggettuali sacri o di puro ornato che fa da vero e proprio manico dell'utensile.
Le forme tipiche semplici, quali i caratteri figurali e decorativi di base, si sono via via organizzati, articolati e fusi insieme fino a diventare un vero e proprio codice espressivo, tanto da poterlo definire quasi con le caratteristiche di un alfabeto o meglio di un vero e proprio sistema ideografico e gestuale. Alcuni elementi figurali, quali la figura femminile è legata ad una idea e concetto di fertilità che affonda le radici nella cultura magico-religiosa mediterranea; la figura animale particolarmente costante il gallo e la gallina, è legata anch'essa ad una simbologia arcaica riferita all'idea di forza generatrice e di benessere; il simbolo solare, originariamente con valore magico-mistico, e inteso come proiezione della potenza del mondo (tipico delle culture e civiltà agrarie) viene poi ridotto a semplice elemento di ornato; gli altri elementi di pura decorazione sono tutti delle costanti comuni riscontrabili in tutta l'arte pastorale delle regioni mediterranee .
La produzione di questo utensile e il suo uso è stato, fino a pochi anni fa molto diffuso in un'area piuttosto omogenea e relativamente delimitata (almeno nelle attuali ricerche) che comprende una buona parte della Lucania (Matera e provincia) e quella parte della Puglia (Altamura) che l'è adiacente, territori che presentano una forte identità culturale tradizionale di base.
(da "Il legno del caprone" di Enzo Spera - ed. del Subbio )
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