Le cartoline in mostra fanno parte della collezione di Eustachio Vinciguerra e documentano i cambiamenti che sono avvenuti nel corso di un secolo nella piazza principale di Matera. Molteplici sono stati gli interventi e le vicende che si sono succeduti nella piazza.
La piazza principale della nostra città è nota come Piazza della Fontana per la presenza fino al 1949 della Fontana Ferdinandea, costruita nel 1832 durante il regno di Ferdinando di Borbone a ridosso dell'ex convento di Santa Lucia. La fontana insieme ai "palombari" (servatoi di acqua sotterraneo di cui il più grande si trova sotto la piazza) è servita per anni all'approvvigionamento idrico dei materani.

Chiamata Largo Plebiscito dopo L'Unità d'Italia e ribattezzata Piazza Vittorio Veneto all'indomani dell'esito della Prima Guerra Mondiale, la piazza ha cominciato ad avere una sistemazione più organica nel 1926, in occasione dell'istallazione del Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale che fu inaugurato il 13 maggio 1926, da Re Vittorio Emanuele III. Questo importante avvenimento portò Matera a divenire capoluogo di provincia e a dare inizio così per la città a un nuovo corso storico con numerose iniziative che daranno grande impulso alla sua vita economica e culturale.
Attualmente, la piazza si presenta con una forma irregolare. Dopo gli ultimi lavori di ristrutturazione eseguiti nel 1997, sono venute alla luce antichissime strutture sotterranee che, nel nuovo riassetto della piazza, sono state lasciate in evidenza. Al suo centro è stata posta una fontana, con riferimento alla sua antica configurazione.
Sul lato destro è delimitata da alcuni palazzi (XVIII-XIX secolo ) coronati da una fascia di bugnato con finestre e portali di pregevole fattura: il Palazzotto Torrio e il Palazzo Appio-Iacovone. Segue sulla stessa linea, la Chiesetta della Mater Domini, appartenente all'Ordine dei Cavalieri di Malta, costruita nel 1680, sulla Chiesa Benedettina dello Spirito Santo risalente all'anno 1000 visibile nella cavea sottostante la piazza. Proseguendo più avanti si può osservare la Chiesa di San Domenico con la facciata in stile romanico, annessa all'ex monastero, uno dei più antichi conventi sub-divali, risalente alla prima metà del secolo XIII; chiuso nel 1803 per le leggi napoleoniche, divenne col tempo sede della sottointenza, caserma per i soldati di stanza, e ufficio postale. Dal 1927, con l'elevazione di Matera a capoluogo di provincia, è sede della Prefettura. Sul lato sinistro della piazza, spicca per la sua mole il settecentesco Palazzo dell'Annunziata, ex convento delle suore claustrali domenicane, la cui chiesa sconsacrata, oggi ospita il Cinema Comunale. L'ex convento nelle varie trasformazioni che ha subito ha ospitato nei suoi locali uffici, scuole, negozi. E' stato sede del Tribunale, di associazioni ed attività politica. Attualmente è sede della Biblioteca Provinciale "Tommaso Stigliani". Chiudono la piazza l'ex convento delle monache benedettine di Santa Lucia con l'annessa Chiesa (1797), e il palazzo dove ha sede il Banco di Napoli, sorto sulle ceneri di una piccola e vecchia palazzina.
Nel passato e fino agli anni Trenta nella piazza si svolgeva il mercato che rappresentava l'occasione per rifornirsi di merci indispensabili. Negli anni 60-80, la piazza, intasata di auto, si trasformò in semplice via di traffico. Con la sua ultima ristrutturazione, è tornata ad essere un tranquillo luogo di incontro e di passeggio e, negli ultimi anni, ad essere affollata di turisti ed animata dal mercatino dell'usato e dell'antiquariato: l'unica isola pedonale della città che dovrebbe essere presa d'esempio per rendere più vivibili altre zone della città.

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